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PoliArt Contemporary dal 1997
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TEATRO SPAZIALE
Marcello De Angelis

a cura di Leonardo Conti

dal 16 maggio alle ore 18.30

È un vero e proprio teatro quello realizzato dall’artista veronese Marcello De Angelis, per la personale TEATRO SPAZIALE alla PoliArt Contemporary di Milano. Un’immensa tela interamente giocata sui toni del grigio è il grande palcoscenico negli spazi della galleria, che innesca sin dal primo sguardo una vertigine spaziale. In un ritmo serrato e geometrico, quasi in un contrappunto tra proscenio, scena e quinte, l’opera conduce ad un fondale aperto sull’infinito.

Il Teatro spaziale di De Angelis è così un accesso e un passaggio, un varco aperto in Viale Gran Sasso 35 a Milano, in cui la freccia tridimensionale della realtà accede a nuove dimensioni. Questa potenza di attraversamento è la grande forza intorno alla quale si dispongono in cerchio le 36 opere dell’ultimo e multicolore ciclo Newment, realizzate con acrilici metallici, combinando le due ormai celebri tecniche inventate dall’artista: l’injection la mould painting.

Ognuna di queste opere è tripartita, secondo una ritmica scansione verticale di strisce, alla quale De Angelis stava già lavorando in un precedente ciclo, Stripes appunto, esposto per la prima volta a Palazzo Libera, in Trentino, e poi al Campus Bocconi di Milano.

Newment nasce come un omaggio e come una profonda riflessione sulla ricerca di Barnett Newman, cui manifestamente allude il titolo. Del maestro americano De Angelis conserva la sospensione estatica e introspettiva, amplificandone l’ineffabile senso di dilatazione e purezza, con un’edita sensazione di superamento spaziale. Davvero in queste opere l’artista veronese cerca una dimensione pura e spirituale dell’esperienza estetica, condensando, in un magico sincretismo, il suprematismo, il minimalismo e lo spazialismo fontaniano.
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Anche quando le scelte cromatiche appaiono rutilanti, potenti e persino giocose, Marcello De Angelis apre la superficie con una striscia di attraversamento in cui si accede a un’altra dimensione, ad un altrove quasi mistico. Pare allora svelarsi, come davvero l’artista abbia concepito il funzionamento del TEATRO SPAZIALE: non una sola, ma molteplici rotte passano attraverso le esatte coordinate in cui è in scena, puntate proprio qui, in questo spazio reale in cui ognuno, forse, sarà chiamato a sentirsi investito di senso.


Tecniche pittoriche:

La tecnica dell’injection painting crea micro-rilievi di colore acrilico metallizzato, realizzati con una siringa da iniezione (di qui il nome di injection painting). Gli effetti visivi creati dalla luce sono stupefacenti, rivelando inaspettate profondità spazializzanti.

Con la tecnica della mould painting l’artista realizza delle vere e proprie “pelli” di colore acrilico metallizzato, applicate sulle tele a larghe bande verticali. Anche questa tecnica concorre alla forte valenza spaziale, nella composizione di scansioni ritmiche, tra primi piani e soglie aperte su vasti scenari e infiniti orizzonti.


dal 16 maggio al 30 giugno 2026

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Leonardo Conti e Dima Montanari
sono lieti di annunciare che il film

CINETECA
ha vinto il
Premio "Federico Garcia Lorca"
come
Miglior Corto Internazionale
al
Granada International Film Festival

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02.70636109 388.6016501 380.3816409 info@galleriapoliart.com www.galleriapoliart.com







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L'era dei Naufragi
di Leonardo Conti

La Vita Felice Editore, Milano
Collana Contemporanea, 233
pp.256 - € 20,00 ISBN9788893468527






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