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REINHOLD KOHL
giorgio gaber
io mi chiamo G e sono ancora qui

a cura di leonardo conti e sara bastianini

14 NOVEMBRE | 16 GENNAIO 2016

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in collaborazione con la Fondazione Gaber

La PoliArt Contemporary è lieta di presentare la mostra intitolata “Giorgio Gaber, io mi chiamo G e sono ancora qui”, ciclo di fotografie di Reinhold Kohl, dedicate al sommo artista dello spettacolo e della musica italiana. In mostra circa quaranta opere, scelte dalla raccolta d’immagini che Kohl ha scattato dagli anni Ottanta, durante gli spettacoli di Gaber nei principali teatri italiani.

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Ciò che colpisce in queste immagini è la straordinaria capacità di legare l’attimo espressivo di Gaber, la sua presenza viva, ad alcune frasi che Kohl ha annotato durante gli spettacoli cui ha assistito per anni. La frase che resta nella mente, che cambia il momento, la giornata, il modo di vivere, è quella che tradizionalmente dice il sapiente, il saggio, il filosofo.

Gaber è stato un po’ tutto questo, ma quello che diceva era legato al momento in cui lo diceva e alla presenza di quelli che c’erano, la sua era una parola viva. Già Platone considerava i propri scritti come la pallida e lacunosa testimonianza di quella parola viva, dell’esserci. Negli anni Ottanta fu lo stesso Gaber che chiese a Kohl di fissare con l’obiettivo fotografico le sue espressioni più vive e intense sul palcoscenico.

Da qui parte la ricerca di Reinhold Kohl, la necessità di una presa diretta dell’immagine e della parola, di quell’immagine esatta in cui il pensiero diviene parola, quell’innesco senza tempo che neppure il video può raccogliere dalla realtà. Solo lo sguardo creativo può accedere all’immagine unita alla parola che ci tocca, che ci guida.


Per questo, attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, vivere quotidianamente il palcoscenico del grande artista. Per anni. Immedesimarsi nei concetti che esprime, indissolubili dal modo in cui li esprime. Cercare quel modo, unico, affinché lo scatto divenga uno scatto dentro il pensiero, quell’innesco, nel quale i concetti ritornano parole da vedere ancora.
È con profonda maestria che Kohl cerca l’inedita magia in cui immagine e parole possano continuare a sorprenderci, come la prima volta.


All’inaugurazione saranno presenti Paolo Dal Bon, Presidente della Fondazione Gaber e Reinhold Kohl con il libro “Giorgio Gaber…io mi chiamo G e sono ancora qui…”, edito da Aerostella (2015) con la prefazione di Marco Travaglio, un intervento di Dalla Gaberscik e un’intervista esclusiva concessa da Gaber a Kohl e trascritta dallo stesso Gaber con la sua Olivetti portatile. Inedita per molti anni, l’importante intervista è ora pubblicata con gli appunti, le sottolineature e le correzioni di pugno dello stesso Gaber.


Reinhold Kohl (1951), associato “Tau Visual”, inizia la sua attività di fotografo nel 1981 collaborando con giornali, riviste e agenzie giornalistiche, pubblicando i propri lavori su varie testate nazionali ed estere (Corriere della Sera, Il Tirreno, Messaggero, L’Espresso, Panorama, Oggi, Der Spiegel, Badische Zeitung, IRL, Gulliver, Dove, Capital), ed anche su riviste d’arte e d’architettura (Casa Vogue, Arte In, Casa Oggi, Horse-Ligne, Quadri & Sculture, Art in Italy, Flash Art).
Inizia a collaborare anche con Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè e produce foto per manifesti, cartoline e copertine di dischi di autori vari: Enzo Jannacci, Fabrizio De Andrè, Tempi Duri, Massimo Bubola, Giorgio Gaber, PFM, Vittorio De Scalzi, Paolo Bonfanti, ecc. (Ed. Cipiesse, Ricordi, Fado, Aereostella/Sony, ecc.).
Dal 1988 inizia a frequentare artisti e scultori, promuovendo mostre e realizzando fotografie per cataloghi d’arte, fra gli altri L’arte del marmo (Ed.Primula), Gigi Guadagnucci: Elogio dell’ombra (Ed. Skira), X Biennale Int.le Città di Carrara: il primato della scultura (Ed.Maschietto&Musolino), Finotti (Pezzini Editore Arte).
Fra le sue pubblicazioni più recenti: Con la coda dell’occhio (Ed. Mori), La Biennale del giorno dopo (Ed.Mori) Gigi Guadagnucci – magiche trasparenze (Ed. Mori), Fabrizio De Andrè…in volo per il mondo (Ed. Mori), ”Calendario d’Arte 2009 - scultura internazionale”, “MARMO – Sculture & Scultori Contemporanei” (“SilvanaEditoriale” – maggio 2014), “Giorgio Gaber … io mi chiamo G e sono ancora qui” (Ed.”Aereostella” – febbraio 2015).


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